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Scritto da Luca Mori   
Lunedì 26 Gennaio 2009 16:24
Filosofia alle scuole dell'infanzia

 

L’iniziativa di filosofia alle Scuole dell'infanzia è stata pensata per far sperimentare ai bambini nuove possibilità di interazione, stimolandoli a fare diversamente ciò che, in parte, fanno abitualmente. I bambini di quattro e cinque anni, infatti (non senza significative differenze) sanno darsi autonomamente regole di gioco immaginando e simulando situazioni articolate; con la conduzione del filosofo, si approfitta di questa abilità dei bambini (peraltro non egualmente consolidata in tutti) per esercitarla più a fondo, per accompagnarla alla verbalizzazione in spazi di racconto e discussione e per portarla a confrontarsi con una serie di vincoli e domande "insolite".

Dunque il filosofo, per così dire, si mette a disposizione dei bambini come uno “specchio”: li conduce a riflettere e a discutere tra loro in una cornice altrimenti inaccessibile; interferisce con le loro soluzioni spontanee evidenziando problemi e conflitti che i bambini non avevano colto, e li invita a prendere posizione, a sostenere un punto di vista davanti alla classe. A volte è il filosofo a “sorprendere” i bambini; a volte sono loro a meravigliare il filosofo.

L'iniziativa di filosofia nelle Scuole dell'infanzia condotta dal Laboratorio filosofico ICHNOS è iniziata dalle Scuole dell'infanzia comunali di Rosignano M.mo (sedi di Rosignano M.mo, Vada e Nibbiaia) per una sfida lanciata da Vincenzo Brogi, Dirigente dell'area Servizi alla persona, ispirato dai lavori di Alfonso Maurizio Iacono e Sergio Viti alle Scuole elementari. Dopo due anni di esperienza a Rosignano M.mo - con il coordinamento scientifico di Alfonso Maurizio Iacono (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa) e la supervisione pedagogica di Maria Antonella Galanti (Prof.ssa di Pedagogia Generale e Speciale, Dipartimento di Filosofia, Università di Pisa) - il Dott. Luca Mori (borsista del Laboratorio ICHNOS) ha iniziato una collaborazione con il Teatro Verdi di Pisa (progetto Fare-Teatro) e con i percorsi teatro-scuola di Armunia (Castiglioncello). Per i percorsi del Teatro Verdi, c'è stata l'importante opportunità di una collaborazione tra il filosofo e un'operatrice teatrale esperta (Erika Gori). Per i percorsi di Armunia, altrettanto importante è stato il ruolo di Paola Conforti.

Il progetto, nel corso degli anni, ha assunto forme diverse e si è articola in percorsi diversi per l'idea e il numero degli incontri: tema  ricorrente è stato quello della costruzione di un luogo ideale, affrontato con angolature e pretesti diversi.

Forse il miglior commento all’iniziativa è quello dato da due bambini durante gli incontri. Una bambina, durante la discussione, ha notato: «Ma quante idee abbiamo in questa città!». Un bambino, in un’altra classe, aveva espresso questa perplessità: «Non ci capisco più niente: non so se questa è una storia vera o una storia finta!».

 


Dall'esperienza del primo anno (2005) a Rosignano M.mo [Conduzione: Andrea Moneta (foto); Donatella Morea, Luca Mori]


 

È importante che proprio i bambini abbiano colto ed espresso questi elementi: la città immaginaria diventa per i bambini una fucina di idee, e proprio per questa ragione è al tempo stesso “immaginaria” e “reale”: immaginaria, perché inventata dalle proiezioni narrative e immaginative dei bambini; “reale”, perché li impegna in un gioco reale di reciproco ri-conoscimento (i bambini riconoscono, parlando, i punti di vista degli altri, le difficoltà nel proprio punto di vista, ed una serie di domande che solitamente non si pongono). Nel corso delle esperienze sono emerse alcune potenzialità caratteristiche del progetto: (a) con l’arrivo del filosofo e la proposta dell’insolita cornice di gioco, le leadership consolidate nella classe si attenuano e restano come sospese. Gratificando gli interventi di tutti i bambini, anche quelli più timidi riescono ad esprimersi e a provare fiducia nelle loro abilità propositive; (b) con l’espediente della costruzione della città – e data la propensione dei bambini ad interpretare in modo anzitutto autobiografico domande e provocazioni – i bambini hanno la possibilità di esplicitare e “mettere in assemblea” alcuni dei conflitti e delle paure che segnano il loro vissuto.

 



 
Scuola dell'infanzia Calandrini, Pisa (2007-2008). Conduzione: Luca Mori (sopra), Erika Gori
(sotto, in veste di "soldato" e di "povero", che si presentano come ospiti nella città dei bambini)

 

 

L’assunto del progetto è questo: ciò che un bambino (e in genere una persona) può fare, dipende dalle relazioni in cui può entrare o in cui ha avuto la possibilità di entrare, dalle metafore di cui dispone e dal modo in cui riconosce e sa raccontar-si i conflitti che lo accompagnano nel tempo.

 

PERCORSI

 

1) Il "posto" (la "città") ideale: i bambini, seguendo un percorso in parte tracciato dalle domande del filosofo e in parte dalle loro stesse risposte e domande, immaginano di costruire un luogo bellissimo (il pretesto per iniziare la costruzione può variare di volta in volta). Si discute del luogo, di come sarà fatto dal punto di vista delle strade e delle costruzioni, dei mezzi di trasporto e dell'ambiente; si discute del denaro, di ricchezza e povertà, di scuole e di giochi, di regole e punizioni, di confini e di guardie, e di tante altre cose. In seguito, arrivano dei personaggi "ambigui" in forma di burattini, e chiedono ospitalità: un Re in cerca di una città di comandare, una Principessa con pretese altrettanto grandi, un Ladro che promette di rubare ad altre città e di portare quindi nuovi tesori, un Mago che promette magie e ricchezza a tutti (in cambio del comando), un Soldato che vorrebbe una città di soldati, un Povero che chiede aiuto e spazio per sé e per i suoi (numerosi) amici, un Poeta-cantastorie, eccetera. Non mancano occasioni di conflitto e momenti in cui discutere del perché può capitare che non si rispettino le regole o gli amici, di come non sia facile distinguere i buoni dai cattivi in modo preciso, e molte altre cose. In alcuni percorsi, la città è esposta ad una minaccia esterna e i bambini devono trovare modi per affrontarla

- IDEAZIONE: Andrea Moneta, Donatella Morea, Luca Mori

- SUPERVISIONE PEDAGOGICA: Maria Antonella Galanti

 

2) Un posto ideale per una "dinosaurina" smarrita: Il percorso combina, grazie alla presenza di un'operatrice teatrale e danzatrice (Erika Gori per le esperienze con il Teatro Verdi di Pisa) la "costruzione" del luogo ideale (percorso 1) con la storia di "Dina-Saurina", dinosaura smemorata arrivata da chissà dove, che chiede ospitalità alla classe. Dina-Saurina insegnerà nuovi giochi molto strani ai bambini (e di conseguenza nuove regole contro-intuitive e contrarie a quelle abituali, come la "corsa a chi arriva ultimo"). I bambini, a loro volta, saranno chiamati a dividersi in dinosauri erbivori e carnivori, a inventare storie e giochi, e a farsi carico della richiesta d'aiuto di "Dina", che volta per volta "ricorda" nuovi particolari della sua storia

- IDEAZIONE: Maria Antonella Galanti, Flora Gagliardi, Erika Gori, Luca Mori

- SUPERVISIONE PEDAGOGICA: Maria Antonella Galanti

 

3) Idee per un bosco felice: questo percorso è stato pensato inizialmente per rivolgersi anche ai bambini di 4 anni e, in effetti, ha ottenuto riscontri positivi in una percentuale significativa di casi (con alcune eccezioni). I bambini si trovano di fronte a una richiesta d'aiuto. Il filosofo presenta la situazione del bosco in cui vive: gli animali del bosco, abituati a vivere ciascuno con i suoi simili, hanno deciso un giorno di costruire un bel posto tutti insieme, aiutandosi e traendo vantaggio dalle loro diverse capacità. Andavano talmente d'accordo da decidere di farsi un "tesoro" comune: prendono una scatola, la nascondono in una buca e decidono che ogni notte un animale andrà e metterà nella scatola una cosa a lui preziosa, senza farsi vedere e senza guardare dentro alla scatola. Quando tutti gli animali hanno messo qualcosa nella scatola, questa viene ricoperta al centro dell'area in cui stanno costruendo il loro nuovo posto in cui incontrarsi e giocare insieme. Un brutto giorno, però, si scopre che la scatola non c'è più. Sarà stato uno degli animali del bosco (ciascuno con pregi e difetti descritti fin dall'inizio, e con caratteri ben marcati) o i topi che vivono alla periferia del bosco, tra bosco e città degli uomini? O saranno stati gli uomini? In ogni caso, nel bosco scoppiano continui litigi e i bambini devono inventarsi modi per farli smettere. Devono anche decidere come stabilire nuove regole e farle rispettare (perché non bastano le regole, se non vengono rispettate), e trovare idee per rendere più vivibile e più felice il bosco. Inoltre, anche in questo caso, potranno arrivare ospiti dal comportamento "ambiguo": come comportarsi? come decidere insieme?

- IDEAZIONE: Erika Gori, Luca Mori

- SUPERVISIONE PEDAGOGICA: Maria Antonella Galanti

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Agosto 2009 13:59
 


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